Challenge

Ormai tutte le conosciamo: le CHALLENGE sono le sfide virtuali lanciate da utenti (comuni o “molto famosi”) sugli innumerevoli social network. Le più note, purtroppo, sono quelle riportate dai vari Tg perchè hanno portato alla morte del protagonista: infatti, non si tratta di sfide divertenti o non pericolose. Anzi… fanno venire i brividi al solo pensiero.

Una delle ultime sfide arrivata in Italia, dal Sudamerica, è la “Skullbreaker Challenge” lanciata su TikTok. Due persone, a conoscenza della dinamica, coinvolgono una terza. La vittima rimane nel mezzo, mentre gli altri due a lato saltano. Quando è il turno della persona nel mezzo, i due artefici dello “scherzo” gli fanno uno sgambetto.

La vittima, solitamente ignara, cade rovinosamente in terra sbattendo la schiena e spesso anche la testa con conseguenze molto gravi: si parla di ragazzi con innumerevoli fratture o addirittura morti. Il tutto viene stupidamente ripreso per poi essere mostrato.

E’ una situazione che preoccupa molto i genitori di questi ragazzini che si vedono coinvolti in “sfide” a dir poco inutili e molto, troppo pericolose. Ma quello che mi chiedo è: ma cosa li spinge a compiere certi gesti? Rispetto a noi, i ragazzi di oggi hanno davvero tutto: più libertà (anche troppa), più divertimenti a disposizione, tecnologia in ogni dove.

Forse è proprio questo che ha spento ogni lume della ragione.

E la ragione l’ha persa anche una “nota social influencer” (nota per la sua totale ignoranza evidentemente!!) su TikTok che ha lanciato il “Coronavirus Challenge”. In un video, ovviamente pubblicato, ha leccato il Wc a bordo di un aereo dando così il via alla sfida virtuale. Moltissime le visualizzazioni e altrettanti, fortunatamente, sono stati gli insulti. Ma, purtroppo, qualcuno ha seguito l’onda e ha ripetuto lo stupido gesto e a quanto riportano varie testate giornalistiche, il protagonista è ora ricoverato proprio per aver contratto il Coronavirus.

In che mondo viviamo?

In che mondo vivranno i miei figli?

Io davvero non riesco a trovare un senso a tutto questo.

AUGURI PAPÀ GABRIELE

Vista la particolare situazione di quest’anno, non c’è stato possibile cercare il classico regalo per la festa del papà.

Da una parte è stato un bene. Avrete già sentito anche voi parlare di “URRAEROI”, una simpaticissima piattaforma online che permette di creare libri personalizzati.

Ed è così che, in un bel pomeriggio di sole, ci siamo messi davanti al pc a creare due fantastici libri per il papà: uno da parte di Alberto e uno da parte di Rebecca.

Il procedimento è molto semplice:

  1. Scegliete il nome e l’aspetto del bambino/a (capelli, occhi, carnagione e sesso)
  2. Descrivete il festeggiato: inserite il nome e i tratti fisici (che risate mentre lo facevamo… scusaci amore!)
  3. A questo punto scegliete 10 racconti nei quali i protagonisti saranno proprio i vostri figli.
  4. A questo punto potete scegliere la confezione regalo (non obbligatoria)
  5. E infine una bella dedica da scrivere, in questo caso, al papà

Dopo aver controllato con cura il vostro capolavoro, scegliete i tempi di consegna (noi, per ovvi motivi, dovevamo averlo entro il 19 marzo ed in largo anticipo é arrivato!!) e la modalità di pagamento.

Tutto questo lo potete fare comodamente sul divano e senza alcuna registrazione al sito (cosa che ho ADORATO).

Non vedo l’ora di vedere la faccia del papà: sono sicura che amerà questa sorpresa!!

AUGURI A TUTTI I PAPÀ ❤️

Versione Bambino
Versione Bambina

Per creare il vostro originale e personale capolavoro andate sul sito http://www.urraeroi.it e buon divertimento!!

Buona Festa Del Papà

Caro Papo,

sono giorni strani questi. È da molto, troppo forse, che non ci salutiamo da vicino, che non ti do il mio solito bacio sulla guancia. Non usciamo insieme per il paese e non ordiniamo “il solito” al nostro bar preferito. Riusciamo a dirci due parole davanti al cancello di casa quando mi consegni la “spesa a domicilio” e mi fa strano non potermi avvicinare a te. Stiamo bene entrambi, ma in questo periodo è meglio salvaguardarsi un po’ tutti. Anche se fa male.

Oggi è la tua festa e non ci saranno regali perché attorno a noi è tutto fermo. Ma le parole ci sono e quelle non si fermeranno mai. Volevo dirti grazie perché ci sei sempre per me… non mi hai lasciata da sola in nessuna circostanza. Sei il mio complice di risate davanti alle battute esilaranti di Homer, sei la mia fonte di saggezza e una solida spalla. Sei di poche parole, ma quelle poche bastano per farmi aprire gli occhi quando vedo tutto nero. Sei il papà che tutte vorrebbero. E ora sei anche il nonno che tutti invidiano.

Grazie di esistere!!! Recupereremo i festeggiamenti appena tutto questo caos sarà passato!!

Buona festa del papà, papone!!!

Fonte Google

Bergamo

Fonte Google

Da ieri su moltissimi social viene riproposta questa immagine.

Un fermo immagine che riguarda la mia città, Bergamo, che mai come in questo periodo si trova ad affrontare uno dei momenti più difficili e tragici.

Il Coronavirus si é intrufolato nelle nostre case e ha, con una furia incredibile, ucciso centinaia e centinaia di persone. Nessuno escluso: non vi è nessuna differenza tra anziano e giovane, tra malato e sano. Col passare delle settimane ci siamo accorti che nessuno é al sicuro.

Nel silenzio più totale, l’Esercito ha accompagnato nel loro ultimo viaggio le vittime indifese di questo maledetto virus. Donne e uomini di tutte le età che dovranno essere sepolte e cremate in altre regioni, lontane dai loro cari perché purtroppo nella nostra città non c’è più posto.

È un’immagine che distrugge il cuore, un momento che non avrei mai immaginato di vivere e che, invece, è qui e non si sa quando finirà.

Penso a tutte quelle famiglie che hanno perso un loro caro e non hanno potuto accompagnarlo nel momento più difficile ed importante.

Penso a tutte le lacrime versate.

Non molliamo e godiamo di ogni momento. La vita è una ed è imprevedibile.

Noi siamo ancora qua… eh già!

Una boccata d’aria sul balcone

Il tempo sembra prendersi gioco di noi. Giornate di sole con brezza quasi primaverile. Cieli limpidi e cinguettii di uccellini.

Nonostante ciò non si sentono risate di bambini, non li vedi correre nei parchi o sfrecciare veloci sulle loro biciclette colorate.

Con l’inizio della bella stagione, sono proprio i bambini ad aprire le danze, a ricordare a tutti: “forza venite, il freddo se ne è andato… usciamo a gioire!”.

Ed invece, quest’anno, ci ritroviamo a stare chiusi in casa a causa di un male trasparente. Un maledetto male trasparente che sta uccidendo moltissime persone e ne sta contagiando altrettante e di tutte le età.

Come sempre, i piccoli sono molto più bravi di noi adulti e anche meno insofferenti. Per loro il mondo é sempre a colori, è sempre allegro.

Rebecca e Alberto conoscono la situazione che stiamo vivendo e senza alcun capriccio comprendono lo stare chiusi in casa tutto il giorno. Scende, giustamente, solo qualche lacrima quando vedono il nonno andar via senza averlo prima abbracciato e baciato.

Per questo bisogna ringraziare la tecnologia di questi anni perché tramite una semplice videochiamata ci permette di sentirci un po’ più vicini.

Quelli più deboli in questo momento siamo noi: spesso crolliamo per colpa di questa reclusione forzata seppur giusta.

Ci lamentiamo sempre del poco tempo a disposizione e ora che ne abbiamo, quasi in eccesso, non riusciamo a sfruttarlo al meglio. Siamo un popolo di lamentosi, al quale non va mai bene nulla. E mi ci metto anche io.

A volte mi faccio prendere dallo sconforto, ma ringrazio il sorriso dei miei piccoli perché è la giusta carica che chiedo per potermi rimettere in piedi.

Passerà, si che passerà. Non vediamo l’ora.

Intanto, mangiamo e ingrassiamo. Mannaggia a me!

Giornata NO!!!!

Oggi è stata un’autentica, gigantesca, incredibile giornata di merda. Giornata grigia con tanta pioggia. Chiusi in casa. Bambini nervosissimi e scatenatissimi. Io nervosissima, sola, con zero pazienza.

Oggi sono stata una madre di merda: non sono stata in grado di gestire la giornata. L’unica cosa che ho fatta è stata urlare fino a farmi scoppiare un mal di testa cane. E col mal di testa cane, i bambini hanno fatto di peggio.

Oggi la positività è andata a farsi fottere. E anche la mia voglia di reagire.

https://youtu.be/jIQdHRs0EeI